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Comunicare social

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A che ti serve un cazzo di logo senza comunicazione social?
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A che ti serve un cazzo di logo senza comunicazione social?

Io faccio il social media manager e spesso molte imprese o attività mi hanno chiesto di realizzare per loro un logo.

Sì, il logo: punto di partenza della tua identità grafica aziendale.

Lasciando stare il fatto che si tratta di un’altra professionalità quella di creare l’identità e che per etica professionale dico sempre che è meglio rivolgersi a figure più competenti, noto con dispiacere che, ancora oggi, alle persone non interessa comunicare veramente, per la stragrande maggioranza dei casi.

Loro vogliono quello stramaledetto logo, punto e basta.

E vorrebbero pagarlo una manciata di lire o addirittura gratis.

Uno cerca di spiegare, grosso modo, che non è così semplice creare identità, che bisogna studiare il brand, fare riunioni per definire obiettivi, applicare tecniche grafiche, etc..

Ed è in quel momento che c’è addirittura gente che si stupisce o si incazza forte e chiude la conversazione con te.

Questo perché non comprende che ci stiamo addentrando in un lavoro molto complesso.

Il committente, spesso, vuole solo un’esaltazione immediata dell’ego, cioè far vedere quanto è figa la sua azienda per ripetersi a voce alta “sono il migliore”.

Tutte balle, quindi. Solo un modo per farsi fregate i soldi dai più “furbi”.

Ma il punto è anche questo: cosa te ne fai di un logo se non vuoi creare identità, né immagine coordinata ma soprattutto non ti interessa comunicare in modo social?

Questo accade perché moltissimi credono di essere migliori degli altri, credono che basti poco per vincere facile; che lasciare aperta la saracinesca del negozio sia già abbastanza.

Tanto ho speso poco, quel po’ che ho mi basta e vado avanti in attesa del primo che varcherà la porta.

Ecco! È entrato un tizio che cerca dei biscotti. Ma tu rimani perplesso quando ti dice come si chiama la pagina Facebook del negozio.

E allora crei una pagina Facebook provando a capire cosa ci si possa fare con essa.

Ma poi la lasci marcire là, in attesa che qualcuno la guardi.

Ho colto il punto: l’attesa.

Il “bottegaro di MMerda” attende che siano sempre gli altri a fare qualcosa mentre lui se ne sta ad aspettare, lamentandosi.

È furbo, si adatta, fa il minimo sforzo e scappa via.

E quando le cose vanno male dichiara fallimento dando tutte le colpe allo stato, alla gente che non compra, alla crisi ma mai al suo operato.

Ma la verità è che sei tu che non vuoi esistere: non ti interessa azionarti, né apparire, né tanto meno comunicare con le persone.

Vuoi solo un cazzo di logo vuoto e una pagina morta.

E ripetiamoci in loop attraverso la stessa semplice domanda: ma cosa te ne fai del logo se non vuoi comunicare social?

E ricomincia il calvario…

Scritto da davidegspoto - 20/02/2019